La città - Storia del Comune
Le origini di Altavilla sono molto antiche è sono attestate
dalla scoperta di una tomba dipinta del VII sec. a.C., del cui corredo
fa parte un vaso attribuito al "pittore di Altavilla".
La Frazione Borgo
Carillia è probabilmente la Carillia distrutta da Annibale, secondo il
racconto di Silio Italico.
L'Altavilla normanna è circondata da mura presentando
ad Oriente la porta di Susa, a Mezzogiorno quella di S. Egidio e ad Occidente
la porta di S. Biagio.
In seguito a Settentrione fu costruita la Porta
Nuova.Probabilmente fu per ordine di Federico II che le torri, che servivano
da rinforzo a tali porte, furono distrutte, quando ad Altavilla si rifugiarono
i baroni ribelli dopo la congiura di Capaccio. Solo la chiesa di S. Biagio
fu risparmiata dalla distruzione.
Le torri attualmente ancora visibili
sono di epoca angioina, frutto di posteriori fortificazioni.
Nel 1269 Carlo
I d'Angiò concesse Altavilla al suo ciambellano Martino di Dardano, il
quale pretese il possesso anche di Persano e del porto di S. Angelo, su
cui vantavano diritti Ruggiero di Monteforte e l'abate salernitano di S.
Benedetto.
Al Dardano il re, nel 1277 circa, concesse anche di istituire
ad Altavilla un mercato di cinque giorni ad agosto, e di trasportare dal
porto del Sele, grano da vendere ad Amalfi.
Nel 1363 il feudo passò a Ruggiero
Sanseverino, alla cui famiglia appartenne per molto tempo, fino a quando
nel 1564 passò a Nicola Grimaldi, principe di Salerno, che abdicò a favore
del primogenito Agostino, duca di Eboli.
Il 26 giugno 1596 il feudo fu
venduto dai Grimaldi, per circa 33.000 ducati, a Beatrice Putigna che,
a sua volta nel 1608, lo vendette a G. Antonio Parisio, per conto di Pompeo
Colonna.
Fu Giacomo Colonna ad introdurre nel territorio di Altavilla le
prime bufale, ottenendo la disapprovazione sia dell'Università che dei
cittadini poiché provocavano notevoli danni alle difese.
Nel 1646 Giacomo
Colonna ottenne il titolo di marchese di Altavilla e il feudo rimase in
possesso dei Colonna fino agli inizi del '700.
Passato agli Spinelli, conti
di Bovalino e duchi di Castelluccia, che non avevano eredi, il feudo tornò
alla Corona e, da Carlo di Borbone, fu concesso a Gabriele Solimene, nobile
di Nocera dei Pagani.
Il feudo rimase proprietà dei Solimene fino agli ultimi
decenni del '700.
