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Le origini. Il rinvenimento di un'ascia neolitica alla località Pietra Marotta fa risalire l'origine dei primi insediamenti nel territorio al tempo degli Enotri. Coi Lucani si ebbero i primi villaggi fortificati, che si estendevano verso il fiume Calore. Alla contrada Portiello vi era un piccolo porto per l'attracco delle imbarcazioni. I molti sarcofaghi e monete antiche, trovate nelle varie contrade del territorio altavillese, monete greche, arabe, romane ci fanno pensare che Altavilla sia antichissima e che sia esistita sotto altro nome.

Si è incerti se sia di origine pestana, romana o normanna : la più attendibile delle ipotesi è che essa sia sorta sulle ceneri dell'antica Carilla (ora Carillia), menzionata da Silio Italico. Carilla pare che si estendesse nella contrada Feo o Falagato, dove si fece strage di un popolo lungo le rive del Calore , e che comunicasse col mare attraverso la via fluviale del Calore e del Sele ed avesse il suo porto dedicato al Dio Alburno. Molti avelli , infatti, sono stati rinvenuti nelle varie contrade, dove passava il tronco della via Aquilia, che congiungeva Carillia con Serre e, attraverso il Tanagro, con la Marcellina e la Cesariana. Siccome negli ultimi anni sono state ritrovate molte tombe sparse, alcune delle quali risalenti al tempo dei Romani , sta affiorando l'idea che Carilla poteva anche essere un'insieme di villaggi sparsi. Carillia dovette subire anche l'influenza dei greci dai quali prese usi e costumi, come testimoniano oggetti ed armi rinvenute. Alleata dei Tarantini,subì una sconfitta nei pressi dell'antico posto denominato Aurielli, quando erano consoli Druso e Carina (presumibilmente nell'anno 278 a.C). Fu coinvolta nelle guerre puniche dove subì l'ira del cartaginese Annibale, che la rase al suolo il 208 a.C. Per sedare i contrasti tra pastori ed agricoltori , nel 183 a.C. , dovette intervenire il pretore L. Postumio. Spartaco , ribelle a Roma, venne in questi luoghi coi suoi gladiatori ; secondo la tradizione orale, una parte dei ribelli fu massacrata dai legionari di Crasso, in località Scanno. Augusto ed Adriano, coi loro rimaneggiamenti amministrativi, tentarono il miglioramento della zona. In seguito, l'impiego altrove degli schiavi, il regresso demografico e l'incalzare della malaria portarono all'abbandono del latifondo e le terre ritornarono incolte e selvagge. Nel tardo Medioevo si ebbe il primo insediamento urbano alla località S.Lorenzo. Le continue scorrerie di Saraceni e Berberi ed ancora di più per la presenza della malaria costrinsero la popolazione ad abbandonare l'insediamento urbano, spostandosi sulla "Collina degli Ulivi". Intanto i monaci Basiliani eressero la chiesa di S. Nicola , ora scomparsa , alla via Chianiello e intorno furono erette le prime case dell'attuale Centro Storico. Sul finire del secolo XI , con l'avvento Normanno , Altavilla ha un castello, la chiesa ed alcune case aventi come pareti le mura del paese. La tradizione vuole il paese eretto da Roberto il Guiscardo e il nome di Altavilla derivato da Hauteville , quale casato di detto signore ; non a caso Altavilla viene volgarmente detta "Hautavilla ". Il Catalogo dei Baroni informa che, dopo il 1140 Roberto Vosville (Bassavillanus), conte di Loritello ne teneva il possesso. Lorenzo Giustiniani ha scritto che con Roberto , Altavilla divenne una vera e propria fortezza a forma triangolare, con l'abitato circondato da spesse mura per una lunghezza di circa 1200 m , e da fossi, con tre porte d'accesso.

Il conte Guglielmo Sanseverino , signore di Capaccio e Altavilla , vissuto nel turbinoso periodo del passaggio dalla dominazione normanna alla sveva, nel 1245 congiurò contro Federico II, che nell'aprile del 1246 assediò Altavilla e dopo aver sfondato al "Murorutto " , la distrusse. Dalla distruzione venne risparmiata solo la "Badia Nullius" di S. Egidio.

Inizialmente le mura avevano tre porte : Porta di Suso ; Porta Carina (Accarino) ; Porta S.Biagio; dopo la distruzione del 1246 fu aperta Porta Nova. Ogni porta aveva due torri cilindriche, delle quali una soltanto resta presso Porta di Suso, che con i bombardamenti del 1943, insieme alle torri laterali, fu parzialmente distrutta. All'eccidio dei Sanseverino si salvò , perchè non riconosciuto, Robero Sanseverino di nove anni. Questi cresciuto alla corte papale, venne, nel 1254, reintegrato dei beni che già erano stati della sua famiglia. Questo Roberto riedificò Altavilla a forma quadrilatera.

Dalla riedificazione ad oggi. Dal 1269 in poi le notizie, storiche, tratte dai registri angioini ed aragonesi, dai cedolari, dalla adoa, ma soprattutto dai quinternioni, ci permettono di stilare i casati dei feudatari di Altavilla, che furono: De Dordano, De Brussone, D'Angiò, Sanseverino, Durazzo, De Burio, Villamarino, De Cardona, Grimaldi, Patigno, Colonna, Spinelli e Solimena (Solimene). Tra i Feudatari benemeriti sono da annoverare:

- Martino De Dordano che nel 1277 ottenne dal re il privilegio di far mercato, in questa "Terra di Altavilla" , dal 10 al 14 agosto. Tradizione questa che ancora si tramanda col nome di "Fera r'austt" (fiera di Agosto).

- Carlo III di Durazzo, Guglielmo Sanseverino ed Isabella Villamarino gratificarono di molte concessioni Altavilla, come si legge negli Statuti Altavillesi.

- Beatrice Patigno, contessa molto amata e stimata, nel 1597, concesse al comune di Altavilla, un mutuo di 12.000 ducati.

- Giacomo Colonna, nel 1646, importò il bufalo e costruì il primo caseificio. A lui si deve la costruzione del primo mulino, nel 1668.

Nel Marzo del 1799, sessanta Altavillesi, si unirono alle forze del generale Schipani, che aveva assediato i Borboni di Gherardo Curcio, detto Shiarpa, nella fortezza della Castelluccia (oggi Castelcivita). Nel conflitto rimase ucciso Biagio Portanova, la cui testa infilata ad una picca, rimase sulle mura della Castelluccia, quale trofeo. Per l'arrivo delle forze borboniche del generale Fabrizio Ruffo , gli altavillesi ripiegarono asserragliandosi entro le mura assediate dallo Sciarpa. Gli arrestati furono trasportati a Salerno il 30 maggio 1800. Per le leggi dell'Eversione Feudale (1806) una parte dei terreni del marchese Solimene, del principe Doria, e di alcune famiglie benestanti (Vecchio, Perrotta ,Vecchio) vennero attribuite al comune di Altavilla, che, in data 10 settembre 1810, la sorteggiò a 293 famiglie di coloni.

Molti aderirono al fascismo soprattutto per le numerose opere di bonifica iniziate, come la costruzione dei canali d'irrigazione e la costruzione di un acquedotto per acqua potabile con una fontana per ogni contrada della pianura.

Tutto il territorio fu interessato da numerosi bombardamenti durante la seconda guerra mondiale. I primi bombardamenti su Altavilla si verificarono la sera del 10 settembre 1943, quando arrivarono le truppe tedesche motorizzate. La sera dell'11 settembre gli americani già si trovavano in paese.

Nella notte tra il 13 ed il 14 , una compagnia di SS Tedesche,assaltò un comando americano insediatosi nel Castello dove avvenne un combattimento corpo a corpo che durò alcune ore. La mattina del 14, Altavilla era di nuovo in mano ai Tedeschi.

Il 17 settembre gli Americani avevano definitivamente occupato tutto il circondario. Un cimitero provvisorio, per i caduti Americani fu allestito in località Biancofiore. Le vittime Tedesche furono seppellite dagli Altavillesi, reclutati con la minaccia delle armi da reparti americani.

Nell'immediato dopoguerra c'è stata la Riforma Fondiaria che ha dato un podere a numerose famiglie. Nel maggio 1970 gli altavillesi festeggiarono il completamento dell'acquedotto.

Negli anni 50-70 si è sviluppata molto l'agricoltura con la produzione di meloni, tabacco, cetrioli e pomodori, ma i terreni col tempo si sono impoveriti per l'inadeguata rotazione delle colture e per la coltivazione praticata in modo intensivo, Attualmente la coltivazione prevalente è quella a foraggio e di conseguenza sono sorti molti allevamenti bovini e bufalini e dei caseifici che hanno acquistato risonanza nazionale.

In passato, la diffusa produzione di pomodori, ha dato origine alle fabbriche di trasformazione del prodotto stesso, subentrando al tabacchificio e la sua coltura.
Recentemente, sono sorti sul territorio numerosi caseifici che ne hanno incrementato l’aspetto economico.
Per la trasformazione delle olive, prodotto tipico del posto, esistono diversi frantoi e un solo mulino per la macina del grano.
La zona industriale è situata nella contrada di Borgo Carillia.
Sul territorio sono inoltre presenti numerosi laboratori artigianali ed aziende agricole che si caratterizzano soprattutto per l’allevamento bufalino.
Fa da sfondo all’economia altavillese la Banca di Credito Cooperativo, con sede centrale nella località di Cerrelli e con uno sportello nel capoluogo.

"Altavilla Silentina,Profilo Storico Monumentale e Paesaggistico ", Galardi-Messone 1984

Ultimo aggiornamento (Venerdì 20 Marzo 2015 09:30)

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